Il caso Abou Elkassim Britel, violazioni continuate ed aggravate dei diritti umani:
10.03.2002-10.02.2003 : 11 mesi di sparizione forzata
16.05.2003-16.09.2003 : 4 mesi di sparizione forzata
10.03.2002 : 1^ arresto arbitrario a Lahore
24-25.05.2002 : extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
25.05.2002-11.02.2003 : prima detenzione illegale e segreta a Témara
11.02.2003 : rilascio senza alcuna accusa in pessime condizioni psicofisiche
16.05.2003 : 2^ arresto arbitrario a Melilla, confine tra Marocco e Spagna
16.05.2003-16.09.2003 : seconda detenzione illegale e segreta a Témara
17.09.2003 : inizio detenzione "ufficiale" nella prigione di Salé
03.10.2003 : processo iniquo ed affrettato e condanna a 15 anni di prigione
07.01.2004 : processo d'appello, pena ridotta a 9 anni
27.10.2004 : la Corte Suprema marocchina respinge il ricorso
16.09.2006 : la Commissione del Parlamento europeo sui voli della CIA si occupa del caso
29.09.2006 : archiviazione senza rinvio a giudizio dell'inchiesta italiana
ad oggi ancora detenuto nel carcere di Oukasha in Marocco.
Le azioni per la liberazione di Kassim, innocente e prigioniero da oltre 7 anni, nulla hanno potuto: Marocco e Italia ignorano la tragedia che ha distrutto la vita di un uomo e della sua famiglia e che continua.
Il caso Britel è stato trattato in Marocco da AMDH e AN-NASIR e nel mondo da: FIDH, HUMAN RIGHTS WATCH, AMNESTY INTERNATIONAL, ACLU, STATEWATCH, CAGEPRISONERS, FAIR TRIALS INTERNATIONAL, ACAT ITALIA e dalla Commissione TDIP e dal Parlamento europeo, dal Comitato Onu contro la tortura.
26 giugno - Giornata mondiale ONU a sostegno delle vittime di tortura
ABOU ELKASSIM BRITEL È ANCORA INGIUSTAMENTE DETENUTO
Mi dissero che se avessi raccontato questa storia come la leggevano, sarei andato in tribunale come testimone e la tortura sarebbe terminata. Non ce la facevo più [...] e alla fine ripetei quello che mi avevano letto. (1)
E se, quando avevi finito di rovinargli per sempre la vita, veniva fuori che ti avevano dato l'uomo sbagliato, potevi concedergli il privilegio di farti da spazzino e raccogliere il pattume degli altri prigionieri. (2)
Anche nel 2008 abbiamo ricordato questo giorno. Un altro anno di vita è andato, perso in una pena infinita per Kassim, in sforzi inutili per me.
Non ci sono parole che possano rendere ciò che attraversiamo giorno, dopo giorno nella strenua difesa di noi stessi, della nostra dignità, del nostro buon nome.
In un paese ridicolizzato e stravolto dai vizi del suo premier, che irride chi fatica, chi lotta, chi crede, chi reclama i suoi diritti di essere umano e di cittadino, non c'è posto per Abou Elkassim Britel e la sua famiglia.
La sofferenza fisica e mentale che ci vengono inflitti da anni sono tortura. E voglio qui ricordarlo ancora una volta, l'Italia è complice, un complice che con il suo silenzio continuato, con il suo disinteresse ci condanna ogni giorno.
Dalla prigione di Oukasha - Cinque mesi fa, senza alcuna motivazione contingente, Kassim era stato messo in una cella assai piccola con un compagno. Tutti e due hanno problemi seri di salute, patologie che richiedono differenti attenzioni e precauzioni igieniche. Insomma, l'ennesima provocazione.
Mio marito ha coraggio, non demorde, tratta e media, difende la sua vita, e raggiunge anche dei risultati, nei giorni scorsi ha ottenuto di tornare in una cella da solo, e questo è un bene viste le condizioni del carcere.
Intanto in Marocco molto si discute dei detenuti a seguito degli iniqui processi del 2003. È un dibattito di supporto ad una soluzione forse ancora lontana e la cui necessità - reclamata da larga parte della società civile - non è ancora completamente condivisa dal palazzo.
Non dimentichiamo Abou Elkassim Britel e le altre, tante, troppe vittime di tortura, non restiamo in silenzio!
(1) testimonianza di Mohamed Binyam su Témara in Voli segreti, Il rapporto del Consiglio d'Europa sulle operazioni coperte della CIA negli Stati europei, Ega Editore, 2006, p. 106
(2) Philip Gourevitch, Errol Morris, La ballata di Abu Ghraib, Einaudi, 2009, p. 189
Khadija Anna Britel, moglie di ABOU ELKASSIM BRITEL, detto KASSIM, un cittadino italiano che, dal marzo 2002, ha subito arresti illegali, detenzioni in segreto, extraordinary renditions, torture fisiche e psicologiche, interrogatori violenti, processo iniquo e viziato, carcere duro, anni di indagine conclusa con l'archiviazione,speranze, aspettative, delusioni.
INNOCENTE ma sempre detenuto e lo resterà sino a settembre 2012 se…
non otterrà la giustizia che gli spetta e che gli viene negata.
Inchiesta Rainews24 14.09.2006
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