Firma anche tu la petizione e aiutaci a liberare un uomo innocente
Casablanca - Carcere di Oukasha :
Kassim è al 46° giorno di sciopero della fame 

Per le notizie si veda il nostro sito www.giustiziaperkassim.net nel quale da un anno cerco di documentare la nostra tragica vicenda.
Oggi ho ricevuto una mail che mi è molto cara da una persona che ha parlato con mio marito, nelle sue parole un ritratto fedele di Kassim:
Quando ho parlato con lui l'anno scorso, mi ha colpito la sua dignità, la sua pacatezza nella disperazione, una trasparenza di spirito che mi sembra rara di questi tempi.
Grazie S.! A te e a tutti colori che continuano a sostenere la liberazione di questo cittadino italiano ingiustamente detenuto. khadija
Una fabbrica brucia
Così racconto la storia di Kassim per Arcoiris Tv:

L'intervista è stata registrata in febbraio, non ci sono pertanto riferimenti a ciò che ho potuto vedere di persona durante il mio recente viaggio in Marocco.
Grazie alla redazione di Piacenza che, con grande pazienza, ha raccolto la storia nei giorni faticosi ed inquieti seguiti alla sospensione dello sciopero della fame di Kassim.
Ancora una volta chiediamo a chi ci legge di diffondere la vicenda di Abou Elkassim Britel, grazie.
Su Arcoiris Tv puoi segnalare il filmato ad amico, commentarlo, e farlo vedere sul tuo sito.
Sul satellite martedì 1 aprile ore 23.17
per consultare il calendario con la programmazione:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Content&pa=calendario
le indicazioni tecniche per vedere Arcoiris Tv sul satellite:
http://www.arcoiris.tv/modules
Da La Gazette du Maroc, 7 marzo 2008,
alcune righe di un articolo sul messaggio che Mohammed VI ha indirizzato lo scorso 4 marzo alle forze dell'ordine.
Lo faccio perché ci riguardano da vicino, dal lungo articolo di Abdellatif El Azizi [url: http://www.lagazettedumaroc.com/articles.php?r=2&sr=852&n=567&id_artl=16296], traggo questo passaggio:
… il capo dello Stato è stato chiaro: «La nostra ferma volontà di garantire l'esercizio dei diritti e delle libertà, nel quadro del rispetto dell'ordine pubblico e dell'attaccamento alla supremazia della legge sotto l'autorità ed il controllo di una giustizia indipendente. L'ultima parola spetta infatti alla giustizia, la sola che sia abilitata a pronunciarsi, attraverso il giudizio, sull'innocenza o la colpevolezza negli affari che tratta, e questo al di fuori di ogni interferenza e al riparo di qualsiasi influenza da parte di chiunque. Di fatto la Giustizia resta lo scudo protettore dello Stato di diritto, del quale Noi siamo il Garante, e al consolidamento del quale Noi vegliamo con il punto fermo delle virtù del patriottismo sincero e la promozione dei valori della cittadinanza responsabile». Un rifiuto netto di ogni giustificazione, fosse anche per l'efficacia, di metodi fuori dalle legge. Proprio un rispetto delle regole e dei valori comuni, perché oggi è perfettamente stabilito che una guerra senza obiettivi né legge consacra il trionfo del nichilismo. Insomma, niente giustifica il ricorso a trattamenti degradanti, a pratiche di un'altra epoca per strappare confessioni o praticare una giustizia d'abbattimento come si verificò all'indomani del 16 maggio. L'avvertimento interviene nel momento nel quale altri processi si aprono, nel quale degli individui sono già dietro le sbarre, nel quale si sente aria di 'déjà vu' nei processi verbali d'accusa. Il pericolo che il fine finisca per giustificare i mezzi, che il male finisca per partorire solo altro male, è tanto grande che Egli non manca di ricordare l'assoluta preoccupazione di giustizia.
[tra virgolette il messaggio reale, il resto è commento del giornalista].
Il 19 marzo Mohammed VI ha concesso 566 grazie. Purtroppo ed ancora Abou Elkassim Britel ne è stato escluso, complice, con tutta probabilità, la tiepida e tardiva presa di posizione italiana.
Di Salvatore Niffoi parole di peso e di speranza ....
parole che lasciano il segno e nelle quali ho sentito e riconosciuto il nostro dolore. Le prendo a prestito, un dono inaspettato e gradito che condivido con voi.
…perché c'è un grido profondo di dolore che danno le situazioni tragiche,… in cui si ha molto tempo per pensare e allora l'olfatto per capire l'animo umano si affina, si vede quello che c'è dentro le persone, prima di tutto si guarda in profondità, si diventa dei palombari, si scende dentro se stessi, e le giuro che ci vuole tanto coraggio, molti ci riescono, altri non ci riescono … io avevo questi affetti forti e anche delle idee che mi hanno aiutato tanto e soprattutto quello che mi ha aiutato moltissimo, tantissimo, e questo lo dico soprattutto ai giovani, è la cultura, è la lettura ed è la scrittura.
…le persone che cadono nel vortice della sofferenza la perdono questa normalità, ed è terribile perché ogni sguardo, ogni parola può diventare una ferita, una cicatrice, uno si sente circondato da cirenei ed è una cosa che non fa piacere, però è anche vero che leopardianamente più si scende in basso, più si provano queste forme di regressione pazzesca più ci si avvicina alla morte, più ci si abitua a convivere con la morte, ci si allena a morire, ma più ci si abitua a gustare quel miracolo meraviglioso che è la vita.
Non avrei saputo esprimere meglio e, non solo per mancanza di strumenti. Il nostro dolore è ormai così dilagante che pare impossessarsi di tutto, essere dappertutto, ma non ci farà soccombere.
E c'è molto altro nell'intervista di Salvatore Niffoi: la fiera rivendicazione della propria storia, dell'appartenenza, della lingua, la fedeltà alle idee, l'onestà, la dignità e l'orgoglio del proprio amato ed accurato lavoro, …
L'intervista di Bruna Miorelli per Sabatolibri del 15 marzo, si può ascoltare sul sito di Radiopopolare: http://www.radiopopolare.it/fileadmin/notiziario/sabatolibri_15_03_2008.mp3 e ne vale la pena.
Niffoi parla di Collodoro, appena pubblicato da Adelphi: la vicenda è vera, la lotta personale e corale vincente contro un'ingiustizia anche.
SEI ANNI FA LA PRIMA SPARIZIONE FORZATA DI ABOU ELKASSIM BRITEL
il 10 marzo 2002 Abou Elkassim Britel veniva fermato ad un posto di blocco a Lahore ed illegalmente detenuto in segreto: iniziava un viaggio, tuttora in corso, nell'assenza di diritto, nella brutalità, nell'ingiustizia …
Un viaggio che Kassim ed io paghiamo con la privazione della nostra vita.
Oggi 10 marzo 2008, Kassim è alla metà esatta dei nove anni di carcere che gli sono stati comminati in un momento molto grave della storia del Marocco, un momento di dolore che ha visto prevalere paura, repressione ed irrazionalità.
Appena rientrata dal mio ultimo viaggio in Marocco, provo una pena indicibile per le sofferenze di mio marito e temo lo stato in cui si trova: stenta a riprendersi dopo il lunghissimo sciopero della fame e non vede la fine del tunnel.
Dopo anni di lotta per la verità, la giustizia e la vita sono aggredita da un senso d'impotenza mai provato e che devo superare per continuare fino alla liberazione di Kassim.
Da lui e da me un grazie sentito a chi continua a sostenerci: le vostre azioni e le vostre parole ci sono di aiuto in questo periodo così critico, grazie!
C'è più di qualcuno che vorrei nominare, ma temo di dimenticarne altri… khadija
il sito : www.giustiziaperkassim.net
Arresti arbitrari, sparizioni, trasferimenti illegali verso un altro paese, detenzioni senza processo, torture. Tutto giustificato in nome della guerra al terrorismo. Tutto riassunto in due parole - extraordinary rendition -, letteralmente “consegne speciali”: operazioni eseguite dalle autorità statunitensi o per conto di queste ultime, messe in atto per trasferire persone da un paese a un altro al di fuori di qualsiasi procedura legale. A rendersi responsabili di queste molteplici violazioni dei diritti umani non solo gli Stati Uniti ma anche l'Europa. E tra i paesi incriminati non manca all'appello neppure l'Italia.
Per farsi un'idea dell'agghiacciante fenomeno può essere utile il film Rendition - detenzione illegale, da qualche giorno anche sugli schermi italiani. Lavoro cinematografico di Gavin Hood (regista sudafricano premio Oscar nel 2005 per Tsotsi), il film si ispira ad un caso reale e racconta la vicenda di un ingegnere chimico di origine egiziana che mentre sta rientrando negli Usa dopo essere stato ad un convegno a Città del Capo scompare nel nulla. Gli scomparsi - come il protagonista del film - sono persone fuori da qualsiasi protezione legale, tagliati fuori dal mondo esterno e in completo potere dei loro carcerieri. Non possono incontrare avvocati, familiari e medici. Sono spesso tenuti in prolungata detenzione arbitraria, senza accusa o processo. Non possono contestare il loro arresto o la loro detenzione, la cui legittimità non è accertata da alcun giudice. Le loro condizioni e il trattamento non sono monitorati da alcun organismo indipendente, sia nazionale che internazionale. La segretezza della detenzione permette ai governi di sottrarsi alla propria responsabilità. >>>
"CONSEGNATO" il video di Andrea Minoglio che racconta il lavoro di Giovanni Bianchini e la vicenda di Kassim è in rete.
12 minuti sapienti e consapevoli che rendono meglio di tante parole il furto della vita e della dignità che da quasi sei anni un uomo subisce. Dal 10 marzo 2002 a …. ?
Ecco il link : http://www.minoglio.it/?cat=45 per Kassim e per tutte le vittime di quest'ingiustizia!
Grazie Andrea! Grazie Giovanni!
la mostra di Giovanni Bianchini, che presenta tra l'altro la sua installazione sulle extraordinary rendition, completata da un video di Andrea Minoglio.
È un'opera strettamente connessa con la vicenda di Kassim, dalla quale, come Giovanni ricorda ha preso spunto e forma: "Uno che vive nella mia stessa città, Bergamo, che non ho mai incontrato, che subisce offesa, tortura…"
Già in mostra, lo scorso anno, in un diverso allestimento in una collettiva a Bergamo, l'opera rappresenta la privazione di umanità e d'identità in forme appese ed immobilizzate, nelle quali l'essere umano è intuito.
Ora osservo la crescita e la comprensione in questo video che accompagna Giovanni nel suo lavoro, e, al tempo stesso, rende la dignità calpestata nel sopruso e nella detenzione segreta. Ci ho ritrovato i racconti di mio marito, l'intervento con cui ho cercato di comunicare cosa sono rendition e torture, il tutto in un racconto serrato, ho provato un' angoscia forte, ma buona che aiuta a capire e sprona ad informarsi.
Grazie Andrea! Grazie Giovanni!
Andrea: www.minoglio.it Giovanni: www.patatart.it
Ieri Giulietto Chiesa ci ha dato il suo sostegno con una nuova lettera a D'Alema, potete leggerla anche su www.giustiziaperkassim.net.